23/04/12

PROVERBI VENETI - VOL. 5

Venesiani gran signori,
Padovani gran dotori,
Visentini magna gatti,
Veronesi...tuti mati,
Udinesi castelani
co l cognòme de "Furlani",
Trevisani pan e tripe,
Rovigòti baco e pipe,
i Cremaschi fa coioni,
i Bresàn, tàia cantoni:
ghe n è ancora de pì tristi....
Bergamaschi brusacristi!
E Belun? Pòreo Belun,
te sè proprio de nisun!

01/04/12

Simposio

All'inizio della creazione, gli uomini e le donne non erano come oggi. Esisteva bensì un essere unico, piuttosto basso, con un corpo e un collo; la sua testa presentava due facce, ciascuna delle quali guardava in una direzione. Era come se fossero due creature unite per le spalle, con due sessi diversi, quattro gambe e quattro braccia.
Gli déi greci, però, erano gelosi. Si resero conto che una creatura con quattro braccia lavorava di più, che le due facce la rendevano sempre vigile e non la si poteva attaccare a tradimento, che le quattro gambe le consentivano di non sottoporsi a grandi sforzi per stare in piedi o camminare più a lungo. Inoltre -e si trattava della cosa più pericolosa- quell' essere possedeva entrambi i sessi e, dunque, non aveva bisogno di nessuno per continuare a riprodursi sulla terra.
Allora Zeus, il signore supremo dell'Olimpo, disse: 'Ho un piano per far sì che questi mortali perdano la loro forza '.
E, con un fulmine, tagliò quell' essere in due, creando l'uomo e la donna. In tal modo aumentò la popolazione del mondo e, nello stesso tempo, la disorientò e la indebolì. Infatti ora, coloro che abitavano la terra, dovevano andare alla ricerca della parte perduta, riabbracciarla in quella stretta, recuperare l'antica forza, la capacità di evitare il tradimento, la resistenza per percorrere lunghe distanze e sopportare i lavori faticosi.
E noi definiamo 'sessuale' quell' abbraccio in cui i due corpi si fondono di nuovo.

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Platone

29/03/12

24/03/12

Anniversario

Lunedì 25 Marzo 2002
Gambellara
Intrappolato nell'auto in fiamme salvato da carabinieri di passaggio
Un ventenne ricoverato sotto choc per le ferite

Gambellara. Ha rischiato di morire bruciato vivo nella sua auto avvolta dalle fiamme. Dopo il violento urto contro la spalletta di cemento di un ponticello, D. M. è rimasto intrappolato nell'abitacolo con le fiamme che l'assediavano. Una scena da ultimo minuto nel cuore della notte. Se il ragazzo di Gambellara può raccontare la sua disavventura, sebbene i momenti più drammatici siano cancellati dal filmato della memoria, lo deve a due giovani carabinieri di San Giovanni Lupatoto che sono transitati pochi attimi dopo la violentissima collisione. Sono stati loro, mentre alcuni abitanti accorrevano dopo essere stati buttati giù dal letto dal botto, a farsi in quattro e ad evitare che D. M., 20 anni, G., Via D. J. 30, finisse bruciato. Quei due militari sono stati i suoi eroi. Deve loro la vita. «In effetti se non ci fossero stati loro - raccontava ieri mattina uno dei primi soccorritori - quel poveretto non l'avrebbe salvato nessuno, perché è stata veramente questione di pochi secondi. Quindi il fuoco ha completamente distrutto la vettura. Terribile».
Sono le 4.35 quando arriva la prima telefonata al centralino del 115 di Lonigo. «Accorrete - chiede concitata una voce maschile - c'è un'automobile in fiamme con un ragazzo dentro. Siamo in via Cavour a Gambellara, fate presto perché altrimenti succede una disgrazia».
Poco prima M. al volante di una Volkwagen Polo si stava dirigendo verso casa. Dopo avere trascorso la serata in allegria, aveva salutato gli amici e non immaginava che di lì a qualche minuto la sua vita sarebbe stata a un bivio. 
Pare, come hanno riferito i pompieri e gli agenti della posltrada di Schio autori dei rilievi, che a tradire il ragazzo sia stato un classico colpo di sonno. «A un tratto mi sono trovato fuori strada e non ho capito più nulla», ha riferito il giovane mentre veniva trasferito all'ospedale di Arzignano, dov'è tuttora ricoverato. Per la cronaca le sue condizioni sono complessivamente buone.
Quando la Polo finisce contro il manufatto di cemento, per gli abitanti di via Cavour è come se fosse scoppiato un ordigno. Si precipitano fuori e vedono un falò. L'auto dopo avere colpito il ponticello è rimbalzata sulla carreggiata, senza ribaltarsi. Anche questa circostanza si è rivelata decisiva per consentire ai soccorritori di salvare il ragazzo. «È stata una scena agghiacciante - raccontava ieri mattina una signora - perché non si capiva niente e si sentiva urlare. Qualcuno diceva di far presto a chiamare i pompieri».
D. M. deve soltanto ringraziare i due carabinieri di San Giovanni Ilarione che sono sopraggiunti nello spazio di pochi secondi. La Polo aveva appena cominciato a prendere fuoco quando i militari sono arrivati. «Era intontito e non riusciva praticamente a muoversi, anche per lo choc e le ferite - ha spiegato uno dei due soccorritori - così non abbiamo perso un secondo. Le fiamme cominciavano a diventare sempre più minacciose e siamo riusciti ad estrarlo appena in tempo» .
I camion dei vigili del fuoco e l'ambulanza del Suem sono arrivati nello spazio di minuti. Sarebbe stato comunque troppo tardi per M., senza l'intervento dei due carabinieri. «Siamo stati velocissimi - hanno spiegato i pompieri - anche perché data l'ora non c'era molto traffico, tuttavia il fuoco sarebbe stato più rapido senza l'opera decisiva dei due militari». 
Alle 6 le operazioni di soccorso erano concluse. Albeggiava quando è stata trasportata via la carcassa della Polo. Sulla strada rimaneva una chiazza scura. Il simulacro di uno spavento. 

21/03/12

Sticazzi

Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neanche un giorno della tua vita (Confucio)

17/03/12

Una Vita Da Mediano

una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì

19/02/12

...perché?

Perché non diamo sempre il meglio di noi stessi? 

Per quale motivo, pur sapendo bene quello che possiamo fare, non lo facciamo? 

Perché preferiamo lamentarci della nostra situazione senza far nulla per cambiarla, anziché agire e tentare almeno di porre rimedio a ciò che non ci piace o addirittura ci risulta insopportabile? 

Perché talvolta scopriamo di rassegnarci con troppa facilità agli eventi, anziché darci da fare per guidarli? 

Normalmente, nel tentativo di dare una risposta a queste domande, attribuiamo la responsabilità ai troppi impegni dai quali siamo presi, alla mancanza di tempo che ci impedisce di cambiare le abitudini inutili o dannose, oppure alla mentalità e all’ambiente che ci circondano, contro i quali ci sentiamo impotenti. 

Il fatto è che noi ci dimentichiamo che possiamo scegliere!!! 

Possiamo scegliere se essere persone rassegnate o entusiaste, se subire o combattere, lamentarci o agire. 

Ognuno di noi può scegliere da che parte stare: se dalla parte delle persone che si lasciano mettere in moto dagli altri e passano la loro esistenza a lamentarsi delle altrui malvagità, riuscendo a vedere intorno a se solo gente ostile, oppure dalla parte di coloro che hanno scelto di combattere attivamente, di non rassegnarsi, di non perdere tempo nel lamento e di essere tra coloro che si impegnano e impegnano gli altri in imprese che alla maggioranza sembrano, per paura o per pigrizia, impossibili!!! 

Abbiamo la scelta! Non è obbligatorio stare da una parte o dall’altra. Ma non ci dobbiamo stupire se poi constatiamo il puntuale manifestarsi di questa regola, splendida per alcuni e tragica per altri, e cioè che il successo è solo di chi lo vuole e dunque non può essere indifferentemente per tutti!

17/02/12

Esercizi con GLI

Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.

Sul tagliere taglia l'aglio, non tagliare la tovaglia:la tovaglia non è aglio e tagliarla è un grave sbaglio.

Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.

Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.

14/02/12

S. Valentino

« Vai a donne? Non dimenticare la frusta » (Friedrich Nietzsche)
Sono l'addetto alla macchina del tempo