07/02/13

Cake prosciutto cotto e olive

Ingredienti

100 g di farina, 100 g di Maizena, 3 uova + 2 albumi, 100 g di emmental, 150 g di olive verdi denocciolate, 200 grammi di prosciutto cotto, 10 cl di vino bianco, 10 cl di olio di semi, sale, pepe a.p, 1 bustina di lievito.

Preparazione

In una ciotola mettere la farina, il lievito, le uova, il sale e il pepe. Mescolare bene. Aggiungere l'olio. Aggiungere gli albumi montati a neve,il formaggio grattatuggiato e il vino. Aggiungere il prosciutto cotto tagliato a dadini e le olive affettate. Versare in uno stampo rettangolare imburrato e infarinato. Fare cuocere per circa un'ora a 200 gradi. Lasciare raffreddare. Mangiare freddo accompagnato da un'insalata.

18/01/13

Ricetta Spaghetti con pancetta e peperoni:

ingredienti:
Spaghetti
300g di pancetta a dadini
1 peperone giallo o rosso
20 olive snocciolate
olio per soffrigere
sale e pepe


1-lavate il peperone e tagliatelo a dadini. Soffrigetelo per 10 minuti, ed aggiungete le olive anch'esse tagliate a pezzi ed infine la pancetta. Aggiustate di sale e pepe.

2- Nel frattempo cuocete in acqua salata gli spaghetti. Scolateli al dente e metteteli nella padella con il soffrito e mescolate.

3- Servite

08/01/13

Barza

Una donna rientra a casa e trova il marito a letto con una bella e giovane ragazza.
"Porco schifoso!" gli grida la donna, "Come hai potuto farmi questo, una moglie fedele, la madre dei tuoi figli! Ti lascio immediatamente, chiederò il divorzio!"
E il marito: "Ehi un momento, lascia che almeno ti spieghi una cosa..."
"Va bene, - dice la moglie - tanto queste saranno le tue ultime parole che ascolto..."
Lui comincia: "Stavo entrando in macchina per venire a casa quando si è avvicinata questa ragazza e mi ha chiesto un passaggio. Sembrava smarrita, impaurita e indifesa: mi ha fatto compassione, così l'ho fatta salire in auto. Ho notato che era molto magra, mal vestita e assai sporca.
Mi ha detto che non mangiava da tre giorni! Così, preso dalla compassione, l'ho portata a casa e le ho scaldato gli involtini di carne che avevo preparato per te ieri sera, quelli che non hai mangiato per timore di metter su peso. Beh, li ha divorati in un istante!
Visto che era sporca l'ho invitata a farsi una doccia e mentre era in bagno ho visto che i suoi abiti erano lerci e pieni di buchi: li ho buttati via. Dal momento che aveva bisogno di vestirsi, le ho dato i tuoi jeans di Armani di qualche anno fa, che tu non metti più perché ti sono diventati stretti. Le ho dato anche l'intimo che avevo comprato per il tuo compleanno, ma che non indossi perché dici che ho cattivo gusto.
Le ho dato anche quella camicetta sexy che mia sorella ti ha regalato a Natale ma che non metti per farle un dispetto, e anche quegli stivali che avevi preso in quella costosa boutique ma che non portavi perché in ufficio una ne aveva un paio uguali..."
A questo punto l'uomo tira un lungo respiro e continua: "Mi era così grata per la mia comprensione e aiuto che mentre l'accompagnavo alla porta, mi si è rivolta in lacrime e mi ha chiesto:
"Non c'è qualcos'altro che tua moglie non usa più?"

07/01/13

Che differenza c'é tra avere una morale ed essere moralisti?

La corruzione della moralità - oggi particolarmente in voga - si chiama moralismo. Il moralismo è la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose. Normalmente gli uomini capiscono che, senza un certo ordine, non si può concepire la vita, il reale, l'esistere. Ma come definiscono quest'ordine? Considerando la realtà secondo i vari punti di vista da cui partono, la descrivono nei suoi dinamismi stabili e mettono in fila un seguito di principi e di leggi, adempiendo i quali sono persuasi che l'ordine si crei. Ecco allora che si scandiscono, in ogni epoca, le varie proposizioni analitiche in cui la riflessione distende le sue pretese: “Bisogna fare così e così”. I farisei definivano l'ordine con un numero quasi infinito di leggi: da un certo punto di vista il fariseo è l'uomo affezionato all'ordine, il difensore della morale intesa come quell'ordine affermato e delineato, in quanto possibile all'uomo, secondo tutti i suoi dettagli.

Il moralismo si traduce in due sintomi gravi. Il primo è, appunto, il fariseismo. Nessuno è più antievangelico di chi si considera onesto, perchè non ha più bisogno di Cristo. Il fariseo vive senza tensione, perchè stabilisce lui stesso la misura del giusto e la identifica con ciò che crede di poter fare. Come contraccolpo, egli usa la violenza contro chi non è come lui. Il secondo sintomo perciò è la facilità alla calunnia. Da un lato, dunque, giustificazione per se stessi. Dall'altro, odio e condanna del prossimo. (..)

Nel Regno di Dio non c'è nessuna misura, nessun metro. “Nessuno giudichi, perchè Dio solo giudica”. San Paolo dice anche: “Io non giudico nessuno, neanche me stesso”. Solo Dio misura tutti i fattori dell'uomo che agisce e la sua misura è oltre ogni misura: si chiama misericordia, qualcosa per noi di ultimamente incomprensibile. Come l'uomo Gesù che ha detto di coloro che lo uccidevano: “Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”: sull'infinitesimo margine della loro ignoranza Cristo costruiva la loro difesa. La nostra imitazione di Lui è nello spazio della misericordia.

Per questo la moralità è una tensione di ripresa continua. Come un bambino che impara a camminare: cade dieci volte, ma tende a sua madre, si rialza e tende. Il male non ci ferma: possiamo cadere mille volte, ma il male non ci definisce, come invece definisce la mentalità mondana, per cui alla fine gli uomini giustificano quello che non riescono a non fare. (..)

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Don Luigi Giussani - da "Generare tracce nella storia del mondo" - Rizzoli

26/12/12

26.12.2010

01. INTRO
02. PER POCO
03. IL MIO VICINO LO SA
04. SOTTO LA PELLE
05. CONFESSO
06. ANCHE QUANDO PIANGO
07. SENZA CURA
08. LISTA NOZZE


10. MOSCHE BIANCHE
11. NADINE
12. NON CREO AMORE
13. PERLE NERE
14. A QUALCHE METRO DA ME
15. LAURINE

...scaletta sbagliata...

07/12/12

Lovvo

Beh, anche i sogni vanno presi seriamente, io ad esempio vorrei cambiare aria ogni tanto... tipo vivere alle Barbados

01/12/12

Diritti imprescrittibili del lettore


...di Daniel Pennac (dal libro “Come un romanzo”)

1. Il diritto di non leggere.
2. Il diritto di saltare le pagine.
3. Il diritto di non finire il libro.
4. Il diritto di rileggere.
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).
7. Il diritto di leggere ovunque.
8. Il diritto di spizzicare.
9. Il diritto di leggere ad alta voce.
10. Il diritto di tacere.

27/11/12

Dio è una donna

La perfezione non esiste, e se esiste non è detto che ti da le stesse emozioni.

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Mauro Adeli

17/11/12

l'amore?

"l'amore? è la cosa più semplice del mondo con gli effetti più devastanti dell'universo" M. A.

13/11/12

07/11/12

GLI SCIOGLILINGUA

A quest'ora il questore in questura non c'è!

Al pozzo dei pazzi una pazza lavava le pezze. Andò un pazzo e buttò la pazza con tutte le pezze nel pozzo dei pazzi.

Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.

Apelle figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta d'Apelle figlio d'Apollo.

Caro conte chi ti canta tanto canta che t'incanta

Chi ama chiama chi ama, chiamami tu che chi ami chiami. Chi amo chiamero’ se tu non chiami.

Chi seme di senapa secca semina sempre seme di senapa secca raccoglie.

Chi troppo in alto sal cade sovente precipitevolissimevolmente

Ciò che è, è; ciò che non è, non è; ciò che è, non è ciò che non è; ciò che non è, non è ciò che è.

Figlia, sfoglia la foglia sfoglia la foglia, figlia

Filastrocca sciogligrovigli con la lingua ti ci impigli ma poi te la sgrovigli basta che non te la pigli

Filo fine dentro il foro, se l'arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.

Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli. Ho in tasca l'esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s'adesca, c'è l'acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l'esca e torno dalla pesca.

Il mondo è fatto a scale chi le scende e chi le sale, chi le scende troppo in fretta gli si sciupa la scarpetta se la scarpa ha il laccio sciolto collo scialle scalda molto lo scialle non è sciarpa la sciarpa non è scarpa il furbo non è sciocco, tira il laccio è sciolto il fiocco.

In una conca nuotano a rilento tre trote, cinque triglie e tinche cento.

In un piatto poco cupo poco pepe cape

In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel poco cupo pozzo andò a battere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzannare un feroce suo compare; ma rimase brutto e cupo il feroce sciocco lupo.

Lucio e Decio lisciano dodici gatti felici

Nel castello di Mister Pazzin dei Pazzi c'era una pazza che lavava una pezza di pizzo nel pozzo. Mister Pazzin dei Pazzi diede una pizza alla pazza che lavava la pezza di pizzo nel pozzo. La pazza rifiutò la pizza, così Mister Pazzin dei Pazzi buttò la pazza, la pizza e la pezza nel pozzo del castello di Mister Pazzin dei Pazzi.

Nell'anfratto della grotta trentatré gretti gatti si grattano

No, non ho un nonno.

Peràro per perorare per Pero partì pero' per perorare Peràro a Pero perì

Pisa pesa e pesta il pepe al papa; il papa pesa e pesta il pepe a Pisa.

Porta aperta per chi porta per chi non porta parta pur che non importa aprir la porta

Prendi questa barca e impegolamela e quando l'avrai impegolata disimpegolamela sènza impegolarmi

Sa chi sa se sa chi sa che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa ne sa più di chi ne sa.

Scopo la casa, la scopa si sciupa; ma, se non scopo sciupando la scopa, la mia casetta con cosa la scopo?

Se la serva non ti serve, a che serve che ti serva di una serva che non serve? Serviti di una serva che serve, e se questa non ti serve, serviti dei miei servi.

Se l'arcivescovo di Costantinopoli si arcivescovocostantinopolizzasse vi arcivescovocostantinopolizzereste voi per arcivescovocostantinopolizzare lui?

Se oggi seren non è doman seren sarà se non sarà seren si rasserenerà

E ti stizzisci…e stizzisciti pure!

Sopra la panca la capra campa sotto la panca la capra crèpa

Sotto un cespo di rose scarlatte offre il rospo té caldo con latte. Sotto un cespo di rose paonazze tocca al rospo sciacquare le tazze.

Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.

Sul tagliere taglia l'aglio, non tagliare la tovaglia:la tovaglia non è aglio e tagliarla è un grave sbaglio.

Ti che te tacchet i tacc', tacchem i tacc'! Chi?! Mi, taccat' i tacc' a ti, che te tacchet i tacc'. taccheti ti i tó tacc', ti che te tacchet i tacc'.

Tigre intriga tigre

Tito, tu m'hai ritinto il tetto, ma non t'intendi tanto di tetti ritinti

Tre fiaschi stretti stan dentro tre stretti fiaschi, ed ogni fiasco stretto sta dentro lo stretto fiasco.

Tre tigri contro tre tigri

Tré tozzi di pan secco in tré strette tasche stanno in tré strette tasche stan tré tozzi di pan secco

Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo

Un empio imperator di un ampio impero scoppiar fece una guerra per un pero; credeva conquistare il mondo intero l'imperator, ma perse l'ampio impero.

Un limone mezzo limone Due limoni mezzo limone Tre limoni mezzo limone Quattro limoni mezzo limone Cinque limoni mezzo limone

Una rara rana nera sulla rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò un po' stanca.

Verso maggio con un paggio vo in viaggio. Non vaneggio, nè motteggio; forse è peggio! Se mi seggo, più non reggo: mangio o leggo. Se non fuggo qui mi struggo, ma se fuggo vado al poggio e un alloggio là mi foggio, sotto un faggio, con coraggio.

In un piatto cupo poco pepe cape.

Se il coniglio gli agli ti piglia,
togligli gli agli e tagliagli gli artigli.

Tre asini vennero dalla Sardegna
carichi di fischi, fiaschi e legna.

Sette scettici sceicchi sciocchi con la sciatica a Shanghai.

La ruota rotonda ruotava rovente,
restando rasente la rete.

L'amata Mita a metà ammattita
mise metà matita e la matita in tasca.

Chi porta in porto le porte,
parta dai porti e porti in porto le porte aperte.

Sessantasei assassini andarono ad Assisi
tutti e sessantasei assassinandosi.

Sette acciughette se ne stavano strette strette
nelle scatolette ... poverette

Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?

Chi troppo in alto sal, cade sovente - precipitevolissimevolmente.

Sopra un sasso messo stava
su se stesso un sasso stava.

Sedendo carponi
cogliendo foglioni,
foglioni cogliendo
carponi sedendo.

Nel giardin di Frate Andrea, Fra` Simon foglion cogliea.
Nel giardin di Fra` Simon, Frate Andrea cogliea foglion.

In via dell'agnolo c'era un pizzicagnolo che aveva un frignolo sul dito mignolo.

Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno.

Ti ci stizzisci? E stizziscitici pure!

Sul mare ci sono nove navi nuove
una delle nove non vuole navigare.

Tu che attacchi i tacchi, attaccami i tacchi. Io? attaccare i tacchi a te che attacchi i tacchi? Ma attaccateli tu i tuoi tacchi!

A quest'ora il questore in questura non c'è!

Un limone, mezzo limone
due limoni, mezzo limone
tre limoni, mezzo limone
etc.

Ho un campo di lupini da diradare; chi me li diraderà?

Chi seme di senapa secca semina sempre seme di senapa secca raccoglie.

Chi tocca di zucca la zucca di Checca fa zucca barucca e la zucca si ammacca. Che pacca che schiocca!

Scopo la casa, la scopa si sciupa;ma se non scopo sciupando la scopa, la mia casetta con cosa la scopo?

Due dadi Dado ha avuto in dono ma Ida e Ada gelose sono.

Prendi questa barca e impegolamela e quando l'avrai impegolata disimpegolamela senza impegolarmi.

Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo.

Sa chi sa che non sa
non sa chi non sa che non sa.

Caro conte chi ti canta tanto canta che t'incanta.

In un conca nuotano a rilento tre trote, cinque triglie e tinche cento.

Tigre intriga tigre.

No, non ho un nonno.

Lucio e Decio lisciano dodici gatti felici.

Filastrocca sciogligrovigli
con la lingua ti ci impigli
ma poi te la sgrovigli
basta che te la pigli.

È passato lo stracciatoppe e non m'ha stracciatoppato. Quando ripasserà mi stracciatopperà.

Filo fine dentro il foro se l'arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.

Pio Pietro Paolo Pula, pittore palermitano pinse pittura per poco prezzo. Prepotente popolo, pagate presto Pio Pietro Paolo Pula per partire per Palermo propria patria.

Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.

O schiavo con lo schiaccianoci, che cosa schiacci? Schiaccio sei noci del vecchio noce con lo schiaccianoci.

Un pezzo di pizza che puzza nel pozzo del pazzo di pezza.

"C'è il questore in questura a quest'ora?"
"No, non c'è il questore in questura a quest'ora,
perché se il questore fosse in questura a quest'ora,
sarebbe questa la questura!"

Pietro Perrone, pregiato pittor perugino,
pinse pittura per poco prezzo.
Poi, pentitosi pel poco prezzo percepito,
partì per Perugia, proseguì per Palestrina, però per perfidia pagana.
Pregategli perpetua pace.

Avevo una graticola da ringraticolare.
La portai dal capo
ringraticolatore delle graticole,
ma il capo ringraticolatore
delle graticole non c'era.
Allora me la ringraticolai da
me e me la ringraticolai meglio
del capo ringraticolatore delle graticole.

Sei tu quel barbaro barbiere
che barbaramente barbasti
la barba a quel povero
barbaro barbone?

Sotto le frasche del capanno
quattro gatti grossi stanno;
sotto quattro grossi sassi,
quattro gatti grossi e grassi.

Vedo un ragno nel suo regno,
che lavora con impegno;
e uno gnomo che fa il bagno
con un cigno nello stagno.

La marmotta, quando annotta,
nella grotta già barbotta
che la pappa non è cotta!
Quando è cotta
ribarbotta, perché scotta!


C'era una volta una cincibiriciaccola,
che aveva centocinquanta cincibiriciaccolini.
Un giorno la cincibiriciaccola disse
ai suoi centocinquanta cincibiriciaccolini:
"Smettetela di cincibiriciaccolare sempre,
altrimenti un giorno non cincibiriciaccolerete più".

Eva dava l'uva ad Ava;
Ava dava l'uova ad Eva;
ora Eva è priva d'uva,
mentre Ava è priva d'uova.

Ciò che è, è;
ciò che non è, non è;
ciò che è, non è ciò che non è;
ciò che non è, non è ciò che è.

Ho in tasca l'esca
ed esco per la pesca,
ma il pesce non s'adesca,
c'è l'acqua troppo fresca.
Convien che la finisca,
non prenderò una lisca!
Mi metto in tasca l'esca
e torno dalla pesca.

Il re Serse scorse un orso,
lo rincorse con le sferze,
lo percosse a tutta forza.
L'orso insorse con un morso,
Serse andò fuori di Serse
e si perse dietro l'orso.
Quanto all'orso, senza forse,
lui si perse nel discorso,
a soccorso del re Serse.

"Buona sera, buona sera. Ha il Corriere della Sera di ieri sera?".
"No, non ho il Corriere della Sera di ieri sera, ma ho il Corriere della Sera di stasera!".

Sotto l'albero del tiglio
ho veduto grano e loglio
e un grazioso quadrifoglio.
Io cercavo l'erba-voglio,
tra le foglie, sotto il tiglio,
ma ho trovato solo miglio,
un cespuglio di cerfoglio,
fiori rossi di trifoglio.
Ma non c'era l'erba-voglio!

Sotto un uscio tutto liscio cadde a striscio un grosso guscio.
Sono l'addetto alla macchina del tempo