29/03/12

24/03/12

Anniversario

Lunedì 25 Marzo 2002
Gambellara
Intrappolato nell'auto in fiamme salvato da carabinieri di passaggio
Un ventenne ricoverato sotto choc per le ferite

Gambellara. Ha rischiato di morire bruciato vivo nella sua auto avvolta dalle fiamme. Dopo il violento urto contro la spalletta di cemento di un ponticello, D. M. è rimasto intrappolato nell'abitacolo con le fiamme che l'assediavano. Una scena da ultimo minuto nel cuore della notte. Se il ragazzo di Gambellara può raccontare la sua disavventura, sebbene i momenti più drammatici siano cancellati dal filmato della memoria, lo deve a due giovani carabinieri di San Giovanni Lupatoto che sono transitati pochi attimi dopo la violentissima collisione. Sono stati loro, mentre alcuni abitanti accorrevano dopo essere stati buttati giù dal letto dal botto, a farsi in quattro e ad evitare che D. M., 20 anni, G., Via D. J. 30, finisse bruciato. Quei due militari sono stati i suoi eroi. Deve loro la vita. «In effetti se non ci fossero stati loro - raccontava ieri mattina uno dei primi soccorritori - quel poveretto non l'avrebbe salvato nessuno, perché è stata veramente questione di pochi secondi. Quindi il fuoco ha completamente distrutto la vettura. Terribile».
Sono le 4.35 quando arriva la prima telefonata al centralino del 115 di Lonigo. «Accorrete - chiede concitata una voce maschile - c'è un'automobile in fiamme con un ragazzo dentro. Siamo in via Cavour a Gambellara, fate presto perché altrimenti succede una disgrazia».
Poco prima M. al volante di una Volkwagen Polo si stava dirigendo verso casa. Dopo avere trascorso la serata in allegria, aveva salutato gli amici e non immaginava che di lì a qualche minuto la sua vita sarebbe stata a un bivio. 
Pare, come hanno riferito i pompieri e gli agenti della posltrada di Schio autori dei rilievi, che a tradire il ragazzo sia stato un classico colpo di sonno. «A un tratto mi sono trovato fuori strada e non ho capito più nulla», ha riferito il giovane mentre veniva trasferito all'ospedale di Arzignano, dov'è tuttora ricoverato. Per la cronaca le sue condizioni sono complessivamente buone.
Quando la Polo finisce contro il manufatto di cemento, per gli abitanti di via Cavour è come se fosse scoppiato un ordigno. Si precipitano fuori e vedono un falò. L'auto dopo avere colpito il ponticello è rimbalzata sulla carreggiata, senza ribaltarsi. Anche questa circostanza si è rivelata decisiva per consentire ai soccorritori di salvare il ragazzo. «È stata una scena agghiacciante - raccontava ieri mattina una signora - perché non si capiva niente e si sentiva urlare. Qualcuno diceva di far presto a chiamare i pompieri».
D. M. deve soltanto ringraziare i due carabinieri di San Giovanni Ilarione che sono sopraggiunti nello spazio di pochi secondi. La Polo aveva appena cominciato a prendere fuoco quando i militari sono arrivati. «Era intontito e non riusciva praticamente a muoversi, anche per lo choc e le ferite - ha spiegato uno dei due soccorritori - così non abbiamo perso un secondo. Le fiamme cominciavano a diventare sempre più minacciose e siamo riusciti ad estrarlo appena in tempo» .
I camion dei vigili del fuoco e l'ambulanza del Suem sono arrivati nello spazio di minuti. Sarebbe stato comunque troppo tardi per M., senza l'intervento dei due carabinieri. «Siamo stati velocissimi - hanno spiegato i pompieri - anche perché data l'ora non c'era molto traffico, tuttavia il fuoco sarebbe stato più rapido senza l'opera decisiva dei due militari». 
Alle 6 le operazioni di soccorso erano concluse. Albeggiava quando è stata trasportata via la carcassa della Polo. Sulla strada rimaneva una chiazza scura. Il simulacro di uno spavento. 

21/03/12

Sticazzi

Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neanche un giorno della tua vita (Confucio)

17/03/12

Una Vita Da Mediano

una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco
una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10 che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì

19/02/12

...perché?

Perché non diamo sempre il meglio di noi stessi? 

Per quale motivo, pur sapendo bene quello che possiamo fare, non lo facciamo? 

Perché preferiamo lamentarci della nostra situazione senza far nulla per cambiarla, anziché agire e tentare almeno di porre rimedio a ciò che non ci piace o addirittura ci risulta insopportabile? 

Perché talvolta scopriamo di rassegnarci con troppa facilità agli eventi, anziché darci da fare per guidarli? 

Normalmente, nel tentativo di dare una risposta a queste domande, attribuiamo la responsabilità ai troppi impegni dai quali siamo presi, alla mancanza di tempo che ci impedisce di cambiare le abitudini inutili o dannose, oppure alla mentalità e all’ambiente che ci circondano, contro i quali ci sentiamo impotenti. 

Il fatto è che noi ci dimentichiamo che possiamo scegliere!!! 

Possiamo scegliere se essere persone rassegnate o entusiaste, se subire o combattere, lamentarci o agire. 

Ognuno di noi può scegliere da che parte stare: se dalla parte delle persone che si lasciano mettere in moto dagli altri e passano la loro esistenza a lamentarsi delle altrui malvagità, riuscendo a vedere intorno a se solo gente ostile, oppure dalla parte di coloro che hanno scelto di combattere attivamente, di non rassegnarsi, di non perdere tempo nel lamento e di essere tra coloro che si impegnano e impegnano gli altri in imprese che alla maggioranza sembrano, per paura o per pigrizia, impossibili!!! 

Abbiamo la scelta! Non è obbligatorio stare da una parte o dall’altra. Ma non ci dobbiamo stupire se poi constatiamo il puntuale manifestarsi di questa regola, splendida per alcuni e tragica per altri, e cioè che il successo è solo di chi lo vuole e dunque non può essere indifferentemente per tutti!

17/02/12

Esercizi con GLI

Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.

Sul tagliere taglia l'aglio, non tagliare la tovaglia:la tovaglia non è aglio e tagliarla è un grave sbaglio.

Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.

Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.

14/02/12

S. Valentino

« Vai a donne? Non dimenticare la frusta » (Friedrich Nietzsche)

07/02/12

Diventa irripetibile anche tu (Jack Folla)


Sono le 14 e un minuto di un qualunque martedì di dicembre... qualunque come te, come un qualunque altro giorno di una qualunque settimana di un qualunque mese della nostra vita qualunque di un anno qualunque.

In quanti siete a riconoscervi in questo fiume grigio di giorni, trascinati da una corrente non troppo impetuosa... nè fredda nè calda... suppongo tantissimi, mi ascoltate con incuriosito distacco. Voi etichettate tutto, non vi stupite più di nulla, siete quelli che mi scrivono "sei un bluff pure tu jack", ovvero "sei qualunque anche tu, ma un pò meno qualunque di noi, quindi più fortunato di me, quindi fanculo pure tu".

Vi siete fatti talmente massacrare dalla vita e dalla gente che adesso fingete di non stupirvi più di nulla per reggere la botta futura... se una gallina d'oro vi snocciola pepite d'oro per casa, dite "galline d'oro qualunque", se vi muore papà dite "tanto prima o poi doveva capitare, perchè piangere?"... se il capo ufficio vi promuove è un atto dovuto, se vi lascia dove siete "tanto vanno sempre avanti i soliti raccomandati", se vi licenzia forse avete una speranza. Se un uomo vi lascia "tanto gli uomini sono tutti stronzi", perchè la vostra condanna è il cosiddetto realismo, ma l'essere degli adulti qualunque non è realismo, è noia.

Io sono un cattivo maestro ,lo sapete, per cui non dovete assolutamente darmi retta... purtroppo sono un dj parlante, perciò tra un disco e l'altro io parlo, e ora voglio parlarvi di un verbo e un aggettivo che amo assai : il verbo è osare e l'aggettivo è ardito. Sono entrambi desueti come l'olivetti lettera 32 e la camicia da notte di mia nonna. Osare significa innanzitutto prevedere che esiste una terza via tra una vita qualunque e una vita straordinaria e si chiama miracolo, ed è un mistero qualunque della nostra vita... perchè capita a tutti, inevitabilmente... e può essere una sconosciuta che scende dall'autobus e potete fermarla, e se lo farete e se sarete convincenti la vostra vita cambierà dal giorno alla notte, o essere un'opportunità da cogliere al balzo.

Osare è capovolgere l'universo conosciuto... non è difficile, anzi... sarebbe una cosa naturale ma se non vi siete preparati allo straordinario della vita non lo riconoscerete mai nell'attimo che passa. O seppure lo riconoscerete lo banalizzerete... o ci sghignazzerete su e la prossima volta quel treno farà un girò più largo, e vi fischierà nelle orecchie senza fermarsi.

Ma osare non basta, bisogna essere arditi : rifare per l'undicesima volta la stessa cosa che non ci è riuscita mai... roba da kamikaze vero? ma se vi siete scornati 10 volte,scusate... cosa vi costa l'undicesima? c'è un sacco di gente che dice " chi io? no grazie...ho già dato" e si sente assai figa... adulta e liberata. Invece è deportata nel lager di se stessi... è al tempo stesso kapò e vittima e quel che è peggio, inconsapevole o finge di esserlo finchè lo diventa davvero. Non sa di essere il proprio cane lui, si lamenta di essere uno qualunque, accusa gli altri o il destino di un'esistenza in grigio mentre la gabbia in fondo gli piace, lo rassicura... e lo distrugge. Ma di questo ci si accorge sempre troppo tardi.

E questa è la gente che non vuol più soffrire... in realtà soffre uguale. E la domanda è: meglio una goccia di veleno al giorno o tutta la fiala di cicuta in una botta sola in cambio di qualche straordinario giorno felice?

Mi piace osare, mi piace essere ardito quando ci riesco anche se a volte faccio figuracce orribili e mi sento come un bambino che se l'è fatta addosso. So che è esattamente questo il prezzo da pagare... certo, può darsi che la pallina non entri in buca mai, che tu sorrida a 365 uomini alla fermata dell'autobus uno al giorno per una anno e non sia mai lui, e il miglior complimento che raccogli è troia. Ma è più terribile non averlo fatto,non averci provato,non aver osato... e questo vale per tutto, dagli affetti alla politica ed è il manifesto contrario a quelli che dicono "macchè ci credi ancora??tanto non cambierà mai niente".

Si è molto soli quando si osa, e gli arditi sono sempre meno, così è più difficile trovare un compagno o una compagna di volo. Ma anche qui c'è una domanda da porvi... che ve ne fate di una qualunque? anche da vecchi... da cadenti... una moglie o un marito infermiere sono quanto di più avvelenato esista al mondo... perchè se non c'è amore vi rinfacceranno ogni loro repsiro ogni loro premura... ogni loro iniezione, ogni minestra riscaldata. Esattamente ogni gesto qualunque.

No, grazie... preferisco l'impeccabile disperazione di uno sfizio o un cartone come casa per le strade del mondo, possibilmente una strada nei capolinea degli autobus o nei pressi della stazione.

Essere arditi non significa non essere previdenti...bisogna saper moltiplicare le possibilità che il miracolo avvenga, perchè in realtà sono 3 le esperessioni che amo: un verbo,un aggettivo e una parola. OSARE,AUDACE E SPERANZA, che è una parola di guerra... e non di pace... di fuoco. Speranza è una parola da combattimento, perchè da quell'autobus un giorno scenderà un essere speciale o una notizia da afferrare al volo... o polvere e nulla, e in tutti casi in questa lunghissima attesa vagabonda io sarò diventato un uomo fantastico.

Hai una sola vita... ed è questa. Diventa irripetibile anche tu...

Jack Folla

La legge di Doyle

La legge di Doyle è una variante alla legge di Murphy. Funziona così: tu hai delle relazioni amorose con persone delle quali scopri subito (o lo sapevi anche prima) che non ti interessano poi così tanto. Magari le relazioni sono tante, ma ad un certo punto ti passa davanti una persona che ti ruba il cuore. In quel momento sai che potrebbe essere quella giusta. Aspetti. Ti prepari. Al momento giusto la inviti ad uscire.


Ed è lì che la legge di Doyle si manifesta.


La risposta della ragazza, che finalmente davvero ti piace, sarà: "Scusa, non posso, in questo periodo sono sentimentalmente incasinata"
Pensiero chiuso

30/01/12

...il mio lavoro in una frase...


Se aggiungi poco al poco, ma fai questo sovente, il poco diventerà molto.
(Esiodo) 

27/01/12

Tanto gentil e tanto onesta pare

Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

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Dante Alighieri  
Sono l'addetto alla macchina del tempo